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	<title>RFId Soluzioni &#187; Tecnici</title>
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	<description>Il portale Italiano dell&#039;RFId</description>
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		<title>Creazione delle antenne RFId</title>
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		<comments>http://www.rfid-soluzioni.com/creazione-delle-antenne-rfid/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 06:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza voler entrare nello specifico di come una antenna viene realizzata, vogliamo in questo post presentare solamente alcuni concetti molto interessanti sui principi basilari.
I modi per la creazione delle antenne sono fondamentalmente due: etching e inchiostri conduttivi.
 
Etching 
Con questa tecnica si esegue una rimozione selettiva di parti metalliche tramite agenti chimici. La procedura è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt">Senza voler entrare nello specifico di come una antenna viene realizzata, vogliamo in questo post presentare solamente alcuni concetti molto interessanti sui principi basilari.</span></p>
<div><span style="font-size: 10pt">I modi per la creazione delle antenne sono fondamentalmente due: etching e inchiostri conduttivi.</span></div>
<div> </div>
<div><strong><span style="font-size: 10pt">Etching </span></strong></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt">Con questa tecnica si esegue una rimozione selettiva di parti metalliche tramite agenti chimici. La procedura è molto simile a quella di creazione delle <em>PCB</em> tramite <em>fotoresist</em> oppure, molto grossolanamente, a quella di creazione delle diffusioni di silicio nei semiconduttori. Consiste nell’esposizione di pellicole metalliche conduttive ad agenti chimici in grado di, salvo aver preventivamente disegnato l’antenna sul materiale, ridurre il metallo scoperto e asportarlo. Il risultato è l’antenna metallica.</span></div>
<div> </div>
<div style="text-align: center"> <img src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/pcbetch.jpg" alt="PCB-etching" width="148" height="142" /></div>
<div style="text-align: center"><em><span style="font-size: 10pt">Figura 1: PCB creata con il metodo di etching</span></em></div>
<div> </div>
<div><strong><span style="font-size: 10pt">Inchiostri conduttivi</span></strong></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt">Il concetto è ancora più semplice del precedente poiché l’idea è quella di stampare l’antenna su di un supporto ricettivo. Usando inchiostri conduttivi il risultato è un perfetto circuito elettronico con il grande vantaggio di avere caratteristiche, quali l’impedenza del circuito, ad esempio, modulabili in base alla composizione percentuale dell’inchiostro stesso. Giocando sulle percentuali di argento o carbonio è possibile ottenere la conducibilità desiderata.</span></div>
<div> </div>
<div style="text-align: center"> <img src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/NewsImage_14688.jpg" alt="conductive-ink" width="150" height="150" /></div>
<div style="text-align: center"><em><span style="font-size: 10pt">Figura 2: Immagine pubblicitaria circa la creazione di antenne RFId con inchiostri</span></em></div>
<div> </div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt">Le due lavorazioni brevemente descritte sono molto complesse e delicate: i parametri elettrici sono molto suscettibili e, non da meno, devono essere accompagnati anche da caratteristiche meccaniche, quali robustezza e tenuta agli agenti esterni, non indifferenti. La differenza tra un RFId ed un RFId <em>che funziona</em> risiede proprio nella qualità delle tecniche descritte.</span></div>
<div style="text-align: justify"> </div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt">La fase successiva alla creazione dell’antenna risiede poi nel collegamento del microchip, come descritto nel post “quanto è piccolo un RFId”.</span></div>


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		<title>Quanto è piccolo un chip RFId</title>
		<link>http://www.rfid-soluzioni.com/quanto-e-piccolo-un-chip-rfid/</link>
		<comments>http://www.rfid-soluzioni.com/quanto-e-piccolo-un-chip-rfid/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di transponder RFId si vuole generalmente intendere l&#8217;inlay, ovvero l&#8217;insieme di antenna e microchip, il tutto assicurato ad un supporto plastico (spesso trasparente) in PET.
&#160;
Nel post successivo approfondiremo le modalit&#224; con cui vengono create le antenne metalliche; ora vogliamo descrivere i metodi con cui una &#8220;mattonella&#8221; di silicio, dal lato inferiore al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Quando si parla di transponder RFId si vuole generalmente intendere l&rsquo;inlay, ovvero l&rsquo;insieme di antenna e microchip, il tutto assicurato ad un supporto plastico (spesso trasparente) in PET.</span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Nel post successivo approfondiremo le modalit&agrave; con cui vengono create le antenne metalliche; ora vogliamo descrivere i metodi con cui una &ldquo;mattonella&rdquo; di silicio, dal lato inferiore al millimetro, ovvero il chip, viene collegato all&rsquo;antenna.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;<img height="106" alt="small-rfid" width="126" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/hitachi_rfid.jpg" /></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small"><i>Figura 1: dimensione di un chip RFId</i></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Sulle normali PCB (i circuiti stampati) i microchip sono incapsulati in package, plastici o ceramici, dotati di un certo numero di piedini metallici saldati alle piazzole del circuito. In un inlay RFId i chip non sono incapsulati in alcun package ma sono forniti sottoforma di silicio con i pad (le piazzole metalliche) esposte. Il motivo per cui non viene fornito alcun package &egrave; ovviamente legato all&rsquo;ingombro: la maggior parte dell&rsquo;area ricoperta do un chip &egrave; relativa al package e alla distribuzione dei contatti mentre l&rsquo;area effettiva di silicio &egrave; veramente decine di volte inferiore all&rsquo;occupazione del package. </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">I pad di un RFId, le cui misure sono inferiori al millimetro per lato, non possono venir saldati all&rsquo;antenna poich&eacute; quest&rsquo;ultima si appoggia su di un supporto plastico che ne risulterebbe danneggiato. Vengono allora connessi secondo due interessanti tecniche:</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; text-indent: -18pt; text-align: justify"><span style="font-size: small">1.<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>paste conduttive. Tra antenna e chip viene steso un sottile strato di materiale adesivo conduttore che incolla le due parti tra loro garantendo la conducibilit&agrave; elettrica. Tale materiale prende il nome di ACP Adhesive Conductive Paste.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; text-indent: -18pt; text-align: justify"><span style="font-size: small">2.<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>microoscillazioni. Il chip viene posto a contatto con l&rsquo;antenna e fatto vibrare ad una frequenza di circa 60KHz. Queste vibrazioni generano una temperatura superficiale in grado di saldare le due parti senza rovinare il substrato.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Nelle figure che seguono sono mostrate e commentate alcune fasi delle lavorazioni descritte.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;<img height="170" alt="bonding-rfid" width="228" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/RFID_2.jpg" /></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small"><i>Figura 2: fase di collegamento del chip all&rsquo;antenna.</i></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;<img height="170" alt="bonding-rfid-acp" width="228" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/RFID_3.jpg" /></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small"><i>Figura 3: risultato del bonding usando la tecnica ACP</i></span></div>


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		<title>DLPA &#8211; Antenne RFId</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 06:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
L&#8217;elemento fondamentale per la diffusione di una tecnologia &#232;, senza ombra di dubbio, il costo. La tecnologia RFId non &#232; da meno: sia il costo dei transponder che quello dei reader &#232; in costante, sebbene non drammatica, discesa, rendendo il prezzo per ogni punto di lettura sempre pi&#249; abbordabile e facendo crescere l&#8217;interesse per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">L&rsquo;elemento fondamentale per la diffusione di una tecnologia &egrave;, senza ombra di dubbio, il costo. La tecnologia RFId non &egrave; da meno: sia il costo dei transponder che quello dei reader &egrave; in costante, sebbene non drammatica, discesa, rendendo il prezzo per ogni punto di lettura sempre pi&ugrave; abbordabile e facendo crescere l&rsquo;interesse per la tecnologia stessa. </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Indiscutibilmente uno degli elementi di maggior interesse e di maggior prezzo &egrave; rappresentato dal gate RFId.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Il gate &egrave; costituito da un reader ad alta potenza e da un certo numero di antenne in grado di coprire l&rsquo;area individuata dal portale: si tratta solitamente di un sistema importante, con un minimo di 4 antenne (2 per lato) multiplexate fra di loro. Il tempo dedicato ad ogni antenna multiplexata &egrave; un parametro del reader ma solitamente &egrave; pari a qualche decina/centinaia di millisecondi.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">I laboratori di ricerca Impinj presentano nuove tecnologie per la costruzione di un gate: si tratta del sistema di antenne DLPA e di Autopilot</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">DLPA significa Dual Liner Phased Array e rappresenta una valida alternativa all&rsquo;antenna polarizzata circolarmente. Si tratta di due antenne a polarizzazione lineare sfasate nello spazio di 90 gradi, in modo da creare un campo che scandisce lo spazio sia in maniera orizzontale che verticale. Come grazie all&rsquo;ausilio di antenne a polarizzazione circolare, l&rsquo;orientamento del transponder non &egrave; quindi importante ma a differenza di queste ultime, il rendimento (espresso in termini di guadagno di antenna) &egrave; maggiore, massimizzando quindi la potenza trasmessa verso i tag anche di qualche decibel.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Autopilot &egrave; un sistema brevettato da Impinj gi&agrave; lo scorso anno che permette, in un sistema a pi&ugrave; antenne (esattamente come in un gate, ndr) di concentrare automaticamente l&rsquo;attenzione verso l&rsquo;antenna che riceve pi&ugrave; risposte dai transponder. In questo modo la potenza emessa dal reader non &egrave; sprecata verso le aree dove non sono presenti dei tag da leggere mentre viene sfruttata nelle aree con una densit&agrave; di popolazione alta. Se ogni antenna riceve un ammontare simile di risposte, il reader non preferir&agrave; nessuna direzione e diffonder&agrave; la medesima potenza.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Attenzione: questo non significa che le aree non popolate sono ignorate: vengono comandate con delle durate di irradiazione piccole. Questa tecnica viene pi&ugrave; comunemente chiamata <em>multiplexing adattativo</em>.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<input type="image" alt="RFId-portal-soluzioni" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/xPortal_product_web.jpg" /></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><em>Figura 1: La forma di xPortal: il portale di Impinj che presenta le due caratteristiche descritte.</em></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Impinj lavora costantemente su nuove tecnologie al fine di rendere tecnologicamente pi&ugrave; sicuri i sistemi RFId ma soprattutto a prezzi pi&ugrave; accessibili. I nuovi portali sono in grado anche di essere alimentati via ethernet (PoE : Power-on-ethernet) sgravando l&rsquo;installatore anche dei costi di infrastruttura per la tensione di rete o di acquisto di adattatori di tensione.</span></div>


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		<title>NXP aumenta le sue proposte RFId</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
I concetti basilari su cui si basano i nuovi sviluppi RFId (non solamente di NXP ma di tutti i produttori in grado di ascoltare i feedback provenienti dai realizzatori di soluzioni RFId) sono i seguenti:
- chip pi&#249; sensibili, in grado quindi di rispondere a potenze elettromagnetiche irradiate inferiori;
- pi&#249; sicuri dal punto di vista della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">I concetti basilari su cui si basano i nuovi sviluppi RFId (non solamente di NXP ma di tutti i produttori in grado di ascoltare i feedback provenienti dai realizzatori di soluzioni RFId) sono i seguenti:</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">- <strong>chip pi&ugrave; sensibili</strong>, in grado quindi di rispondere a potenze elettromagnetiche irradiate inferiori;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">- <strong>pi&ugrave; sicuri dal punto di vista della privacy</strong>, poich&eacute; deve essere possibile spegnerli o renderli poco sensibili in particolari modi di funzionamento;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Alle due caratteristiche riportate sopra ogni produttore aggiunge ci&ograve; che ritiene pi&ugrave; opportuno per realizzare un sistema pi&ugrave; attraente e commercialmente interessante. NXP ha presentato due nuovi chip UHF che rispondono allo standard EPC Gen2: si chiamano G2iL e G2iL+ e promettono ottimi riscontri nei due punti evidenziati sopra.</span>&nbsp;</div>
<input type="image" height="178" alt="NXP-rfid-soluzioni" width="220" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/nxpchipsprov.jpg" />
<div style="text-align: justify">
<div style="text-align: center">
<div style="text-align: left"><span style="font-size: small"><em>Il nuovo UCODE g2i (package)</em></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Hanno inoltre una caratteristica molto interessante: sono in grado di segnalare un allarme in caso qualcuno rompa il tag. Due pin del chip sono connessi tra loro tramite un sottile filo: quando qualcuno tenta di rimuovere il tag (scollandolo o rompendolo) danneggia in prima battuta questo sottile filo. Il tag segnala quindi un allarme trasmettendo il proprio ID ad un reader in ascolto, permettendo di intercettare immediatamente un tentativo di furto nel camerino oppure un tentativo di scambio etichetta tra due prodotti.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Per garantire la privacy, la possibilit&agrave; di spegnere il tag &egrave; molto importante. Non si tratta di un KILL, ovvero dell&rsquo;uccisione fisica del tag, quanto di una modalit&agrave; segreta, in cui il tag non trasmette pi&ugrave; il suo ID ma soltanto una sequenza di zeri. Il normale funzionamento si pu&ograve; ristabilire solamente a mezzo di password. Sempre a scopo di privacy, anche la diminuzione della sensibilit&agrave; &egrave; un concetto molto importante. Nella modalit&agrave; short range il tag &egrave; leggibile solamente a pochi centimetri di distanza, eliminando completamente la possibilit&agrave; di false letture mantenendo comunque il tag acceso e leggibile.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Il chip &egrave; inoltre dotato di una interfaccia di comunicazione fisica per poter comunicare con dei microcontrollore. In tal caso non dobbiamo pensare tanto ad una etichetta quanto ad una PCB a cui &egrave; saldato il tag e la sua antenna: questa PCB pu&ograve; leggere i dati contenuti nelle memoria del tag tramite l&rsquo;interfaccia fisica e la memoria pu&ograve; essere scritta via RF. L&rsquo;utilit&agrave; di una tale soluzione risiede nell&rsquo;aggiornamento di un firmware piuttosto che la riprogrammazione di un codice di funzionamento in modalit&agrave; wireless.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Gi&agrave; <em>STMicrolectronics</em> aveva proposto un prodotto con una caratteristica simile: il suo tag HF da 64KBit disponeva di una interfaccia I2C per la possibile connessione a microcontrollori. L&rsquo;ampia memoria disponibile rende il novo chip di STM molto attraente proprio per riprogrammazioni on-the-fly di firmware.</span><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify">
<p>
<input type="image" height="295" alt="NXP-rfid-soluzioni" width="336" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/nxpucodeg2il2-130410.jpg" />&nbsp;</p>
<div style="text-align: left"><span style="font-size: small"><em>I pad del nuovo UCODE.</em></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">G2iL+ ha anche la possibilit&agrave; di connettere una batteria, rendendo il tag semi-passivo, e permettendo range di letture fino a 20metri di distanza. I responsabili NXP riportano che il range di lettura nel caso completamente passivo &egrave; pari a 10 metri.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">La quantit&agrave; di memoria &egrave; piuttosto standard: 128bits EPC e 64bits TID per entrambi.</span></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>


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		<title>Ogni chip è unico al mondo per i futuri RFId</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rfid-soluzioni.com/?p=828</guid>
		<description><![CDATA[Lo standard ISO15693 prevede che ad ogni chip RFId sia associato un numero univoco al mondo. Questo identificativo univoco (UID) viene programmato direttamente dal costruttore del chip RFId, in base ad un principio di codici e numerazione stabiliti dallo standard.
Una domanda pu&#242; sorgere spontanea: possono esistere due UID identici?
La risposta &#232; si, ma deve derivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Lo standard ISO15693 prevede che ad ogni chip RFId sia associato un numero univoco al mondo. Questo identificativo univoco (UID) viene programmato direttamente dal costruttore del chip RFId, in base ad un principio di codici e numerazione stabiliti dallo standard.</span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Una domanda pu&ograve; sorgere spontanea: possono esistere due UID identici?</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">La risposta &egrave; si, ma deve derivare da un errore durate la fase di programmazione del silicio stesso.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Verayo, una azienda americana con sede a San Jos&egrave;, California, sta studiando un progetto denominato PUF (Physical Unclonable Function) molto ambizioso per rendere unico ogni singolo <em>die</em> di silicio.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Il progetto si basa sul fatto che non esistono due chip uguali, nemmeno quando questi derivano dal medesimo <em>wafer</em> di silicio. Il processo per la creazione dei microchip &egrave; infatti molto delicato e complesso ed &egrave; praticamente impossibile che due chip mostrino le medesime caratteristiche elettriche, sebbene funzionalmente siano identici. Introducendo allora all&rsquo;interno della diffusione dei circuiti critici, abbastanza semplici ma sufficientemente articolati, si accentua la caratteristica di diversit&agrave; di ogni singolo <em>die</em>.</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;<img height="278" alt="wafer-rfid" width="300" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/th.jpg" /></span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small"><em>Figura 1: un wafer di silicio con evidenziati due dice. Ogni die &egrave;, sebbene funzionalmente uguale, diverso dal suo vicino.</em></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Stimolando con una sequenza particolare il circuito critico, ogni chip risponde con una sequenza caratteristica. A questo punto il gioco &egrave; fatto: registrando in un database la sequenza di stimolo e la relativa risposta unica, il chip &egrave; completamente caratterizzato ed identificato. Impossibile copiare tale struttura: la sequenza di risposta &egrave; unica ed impredicibile (si presuppone che il database sia secretato e non reso pubblico e che le sequenze di stimolo siano usate solo una volta per ogni chip).</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;<img height="216" alt="path-mux" width="507" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/MuxPath-small.jpg" /></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><em>Figura 2: la struttura critica &egrave; un circuito ripetuto a pi&ugrave; stadi. La sequenza di test viene generata in ingresso, la risposta viene raccolta dall&rsquo;uscita e dipende fortemente dal percorso dello stimolo all&rsquo;interno della struttura.</em></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Conclusione</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Qualsiasi sforzo atto ad aumentare la sicurezza dei sistemi RFId &egrave; sempre ben accetto. In questo caso si aumenta la caratteristica di univocit&agrave; del chip, rafforzando l&rsquo;uso della tecnologia per l&rsquo;identificazione e la non contraffazione.</span></div>


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		<title>RFId: standard ISO ed EPC</title>
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		<comments>http://www.rfid-soluzioni.com/rfid-standard-iso-ed-epc/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rfid-soluzioni.com/?p=815</guid>
		<description><![CDATA[Lo scopo della standardizzazione &#232; quello di definire delle piattaforme operative comuni sulle quali l&#8217;utenza pu&#242; sviluppare le proprie applicazioni. L&#8217;ente sicuramente pi&#249; importante per la standardizzazione &#232; ISO, acronimo di International Organization for Standardization, ma anche EPC global, strettamente legata al concetto di RFId. 
&#160;
Nella tabella che segue riportiamo l&#8217;elenco degli standard ISO oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span><img height="162" alt="standard-logo" hspace="5" width="224" align="left" vspace="5" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/Standards-small.jpg" />Lo scopo della standardizzazione &egrave; quello di definire delle piattaforme operative comuni sulle quali l&rsquo;utenza pu&ograve; sviluppare le proprie applicazioni. L&rsquo;ente sicuramente pi&ugrave; importante per la standardizzazione &egrave; ISO, acronimo di <em>International Organization for Standardization</em>, ma anche <em>EPC global</em>, strettamente legata al concetto di RFId. </span></span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Nella tabella che segue riportiamo l&rsquo;elenco degli standard ISO oggi definiti. A calce della tabella una sommaria spiegazione.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" width="533" border="1" style="width: 533px; height: 330px">
<tbody>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; background: #0a51a1; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8">
<div><strong><span style="font-size: x-large"><span style="font-size: x-small; color: #ffffff">ISO Standard</span></span></strong></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; background: #0a51a1; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8">
<div><strong><span style="font-size: 10pt; color: white">Titolo</span></strong></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; background: #0a51a1; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8">
<div><strong><span style="font-size: 10pt; color: white">Frequenza</span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 14443</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Carte idenficazione &ndash; Carte contactless &ndash; Carte Proximity</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">13.56MHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 15693</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Carte idenficazione &ndash; Carte contactless &ndash; Carte Vicinity</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">13.56MHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 18000-1</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Parametri generici per comunicazione senza contatto</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">-</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 18000-2</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Parametri di comunicazione con frequenze inferiori a 135KHz</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">135KHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 18000-3</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Parametri di comunicazione con frequenza pari a 13.56MHz</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">13.56MHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 18000-4</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Parametri di comunicazione con frequenza pari a 2.45GHz</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">2.45GHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 18000-6</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Parametri di comunicazione con frequenza pari a 860-930 MHz</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">860-930MHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 18000-7</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">Parametri di comunicazione con frequenza pari a 433 MHz per tag attivi</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">433MHz</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 15961</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">RFID per gestione prodotto: interfaccia applicativa</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">-</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 15962</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">RFID per gestione prodotto: codifica</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">-</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="136" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 102pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">ISO/IEC 15963</span></div>
</td>
<td width="418" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 313.35pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">RFID per gestione prodotto: identificativo unico</span></div>
</td>
<td width="98" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 73.65pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 10pt">-</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><span style="font-size: large">HF</span></strong></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO15693 &egrave; stato pubblicato nel 2000, definendo i parametri operativi per le Vicinity RFId Card, usate per applicazioni che richiedono distanze di lettura maggiori di 10cm. Suddiviso in 3 parti: caratteristiche fisiche, interfaccia, protocollo (Physical Characteristic, Air Interface, Communication Protocol).</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO14443 nasce invece per le Proximity RFId Card, usate per applicazioni che comunicano a distanze inferiori di 10 cm. Molto simile, come struttura, ad ISO15693, resta invece molto differente come intenti: per le caratteristiche limitate in termini di range di lettura e la possibilit&agrave; di crittografia, ISO14443 &egrave; pi&ugrave; indicato per le applicazioni sicure come pagamenti, movimenti finanziari o riconoscimenti senza contatto. </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO18000-3 &egrave; il nuovo standard (2004) per la comunicazione a 13.56MHz. E&rsquo; stato costruito sull&rsquo;esistente ISO15693 e diviso in due versioni.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><span style="font-size: large">UHF</span></strong></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO18000-6 &egrave; stato pubblicato nel 2004. Questo standard definisce i parametri per l&rsquo;Interfaccia ed il Protocollo (Air Interface, Communication Protocol). </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO15961 definisce parametri e comandi per comunicare con l&rsquo;applicazione software.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO15962 si occupa dell&rsquo;elaborazione del dato e della presentazione al TAG e della ricezione della risposta dal TAG.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">ISO15963 si occupa dell&rsquo;identificativo univoco UID e dello schema di numerazione dei TAG.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><em>EPC Global</em> nasce come un ente per la creazione di un codice EPC (Electronic Product Code) unico al mondo, tale da poter identificare, tramite una rete globale, qualsiasi bene all&rsquo;interno di una supply chain. Lo sviluppo di EPC nell&rsquo;ottica della standardizzazione riguarda maggiormente, ma non esclusivamente, la tecnologia UHF. La tabella che segue mostra molto brevemente le specifiche dettate da EPC.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="1">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; background: #0a51a1; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8">
<div><strong><span style="font-size: 11pt; color: white">Specifiche EPC Global </span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="196" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 147pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">UHF Class 0 Specifications</span></div>
</td>
<td width="455" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 340.9pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">Interfaccia di comunicazione e protocollo per 900 MHz Class 0</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="196" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 147pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">UHF Class 1 Specifications</span></div>
</td>
<td width="455" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 340.9pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">Interfaccia di comunicazione e protocollo per 860 &#8211; 930 MHz Class 1 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="196" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 147pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">UHF Class 1, Generation 2 Specifications</span></div>
</td>
<td width="455" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 340.9pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">Interfaccia di comunicazione e protocollo per 860 &#8211; 930 MHz, costruita su Class 1</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="196" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 147pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">HF Class 1 Specifications</span></div>
</td>
<td width="455" style="border-right: #d4d0c8; padding-right: 2.25pt; border-top: #d4d0c8; padding-left: 2.25pt; padding-bottom: 2.25pt; border-left: #d4d0c8; width: 340.9pt; padding-top: 2.25pt; border-bottom: #d4d0c8; background-color: transparent">
<div><span style="font-size: 11pt">Interfaccia di comunicazione e protocollo per 13.56 MHz Class 1</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Class0: hanno 96 bit programmati dalla fabbrica.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Class1: hanno 96 bit programmabili dall&rsquo;utente.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">I 96bit disponibili sono sufficienti per identificare 268 milioni di aziende, ognuna con un possibile portafoglio prodotti pari a 16 milioni di classi con 68 miliardi di possibili numeri seriali per ogni classe. </span></div>


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		<title>RFId attivi</title>
		<link>http://www.rfid-soluzioni.com/rfid-attivi/</link>
		<comments>http://www.rfid-soluzioni.com/rfid-attivi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 11:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rfid-soluzioni.com/?p=808</guid>
		<description><![CDATA[Durante una analisi di fattibilit&#224; per un progetto RFId, molto spesso si propone il problema di dover coprire maggiori distanze rispetto a quelle ammissibili con la tecnologia HF o UHF.
Fino ad oggi abbiamo trattato sempre i dettagli degli oggetti detti passivi, senza mai citare l&#8217;esistenza di quelli che invece vengono nominati attivi o semi-attivi. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Durante una analisi di fattibilit&agrave; per un progetto RFId, molto spesso si propone il problema di dover coprire maggiori distanze rispetto a quelle ammissibili con la tecnologia HF o UHF.</span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Fino ad oggi abbiamo trattato sempre i dettagli degli oggetti detti passivi, senza mai citare l&rsquo;esistenza di quelli che invece vengono nominati attivi o semi-attivi. Oggi vogliamo scrivere qualcosa a riguardo anche di questa tecnologia.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Gli RFId attivi o semi-attivi sono sistemi composti da una antenna, un microchip e da una batteria propria. Vengono solitamente programmati ad emettere dei segnali continui, ripetitivi nel tempo (prendono il nome di segnali <em>beacon</em> o radiofaro), in modo da comunicare ad antenne circostanti la loro posizione. Una variante a tale modo di funzionamento &egrave; dato dai semi-attivi, ovvero tag che hanno una batteria propria ma si svegliano solamente quando immersi in un campo elettromagnetico di un reader.</span></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: center">&nbsp;</div>
<input type="image" alt="rfid-attivo" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/ActiveRFId.JPG" />
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">I tag attivi raggiungono distanze di lettura (e spesso anche di scrittura) anche fino a 100metri (numerose variazioni a tale misura sono date dall&rsquo;ambiente in cui i tag devono comunicare), la durata della batteria &egrave; variabile ma solitamente superiore a qualche anno e, soprattutto, devono essere usati in applicazioni in cui il tag non &egrave; a perdere.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Il costo di un tag attivo &egrave; infatti superiore a quello di un tag passivo di qualche unit&agrave; di grandezza e normalmente, visto la sua propensione alla durata, viene usato in quelle applicazioni continuative nel tempo. </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Ne &egrave; un esempio il telepass autostradale, ma altre applicazioni interessanti riguardano il monitoraggio di mezzi (veicoli, soprattutto) o persone all&rsquo;interno di strutture controllate.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">Il tag ha dimensioni quasi sempre significative, ovvero non si tratta di una semplice etichetta, visto che possiede una batteria propria. La quantit&agrave; di memoria disponibile &egrave; un dato variabile tra i vari produttori ma si raggiungono e superano i 32KByte. Il range di frequenze utilizzato &egrave; quello UHF, solitamente nella banda 433MHz (ISO/IEC 18000-7).</span></div>


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		<title>Antenne e acronimi RFId</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 11:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rfid-soluzioni.com/?p=799</guid>
		<description><![CDATA[Nel post precedente abbiamo parlato di come viene comunemente espressa la potenza emessa per reader RFId. Oggi vogliamo mostrare brevemente cosa significa avere una antenna con un certo guadagno e soprattutto cosa significano le sigle ERP ed EIRP che sono solitamente legate alle caratteristiche di un reader.
&#160;
La prima considerazione da farsi &#232; la seguente: una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Nel post precedente abbiamo parlato di come viene comunemente espressa la potenza emessa per reader RFId. Oggi vogliamo mostrare brevemente cosa significa avere una antenna con un certo guadagno e soprattutto cosa significano le sigle <em>ERP</em> ed <em>EIRP</em> che sono solitamente legate alle caratteristiche di un reader.</span></span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>La prima considerazione da farsi &egrave; la seguente: una antenna &egrave; detta isotropa quando irradia nello stesso modo in tutte le direzioni. Chiariamo subito che tale antenna non esiste, ma che teoricamente &egrave; un ottimo punto di studio. Il suo diagramma di radiazione &egrave; sferico.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Come si pu&ograve; immaginare, la maggior parte delle applicazioni reali richiede invece che una antenna riesca a concentrare le onde elettromagnetiche lungo una certa direzione: una tale antenna &egrave; detta direzionale ed &egrave; caratterizzata da un diagramma di radiazione non uniforme e da un guadagno di antenna.</span></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: center">&nbsp;</div>
<p style="text-align: center">
<input type="image" alt="digramma-antenna-reale" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/DiagrammiDiRadiazioneAntennaReale.JPG" /></p>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: small"><em><span>Figura 1: esempio di un diagramma di radiazione che presenta un lobo principale.</span></em></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Il guadagno di antenna viene quindi considerato come il raffronto tra la potenza emessa dall&rsquo;antenna isotropa e quella emessa dalla sorgente direzionata, lungo la sua direzione di massimo, e si esprime in <em>dBi</em>.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span><br />
</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Tornando al discorso dei reader RFId, la normativa vigente in Italia ha permesso l&rsquo;utilizzo della banda UHF (865.6 &ndash; 867.6MHz) con una potenza massima pari a 2W ERP.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>L&rsquo;acronimo ERP significa <em>Effective Radiated Power</em>, e si tratta della potenza che dovrebbe irradiare un dipolo per avere i medesimi effetti di radiazione dell&rsquo;antenna sotto esame (nella direzione di massimo).</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Questa potenza viene calcolata come:</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>P<sub>ERP</sub> = P<sub>trasmessa</sub> + G<sub>antenna</sub> &ndash; P<sub>persa</sub></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Dove il guadagno di antenna non &egrave; per&ograve; riferito all&rsquo;antenna isotropa ma all&rsquo;antenna a dipolo. Si tenga in considerazione che un&rsquo;antenna a dipolo guadagna circa 2,14dB rispetto ad una antenna isotropa (lungo la sua direzione di massimo). </span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Un altro acronimo che viene spesso utilizzato &egrave; EIRP, <em>Equivalent Isotropic Radiated Power</em>. In questo caso il termine di paragone non &egrave; la potenza emessa da un dipolo ma la potenza emessa da una sorgente isotropa. Si veda l&rsquo;esempio numerico che segue per maggiori dettagli.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Esempio:</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Sorgente con potenza P pari 100Watt, con guadagno di antenna pari a 5dBi (perdite nulle).</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>Vale:</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>P<sub>EIRP</sub> = P|<sub>dB</sub> + 5 = 20 + 5 = 25</span></span></div>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span>P<sub>ERP</sub> =&nbsp;P|<sub>dB</sub> + 5 &ndash; 2.14 = 22.86</span></span></p>


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		<title>Espressione della potenza in dB per reader RFId</title>
		<link>http://www.rfid-soluzioni.com/espressione-della-potenza-in-db-per-reader-rfid/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 13:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rfid-soluzioni.com/?p=742</guid>
		<description><![CDATA[&#160;In questo post vogliamo chiarire un aspetto relativo ai dati di targa dei molti reader RFId.
Molto spesso la potenza di un reader RF viene espressa in Watt, unit&#224; di misura del Sistema Internazionale (SI), a sua volta pari al Joule (J, grandezza espressione del lavoro) al secondo (s). 
&#160;
Altre volte invece, la potenza viene invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger"><span id="1268228019846S" style="display: none">&nbsp;</span>In questo post vogliamo chiarire un aspetto relativo ai dati di targa dei molti reader RFId.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">Molto spesso la potenza di un reader RF viene espressa in <em>Watt</em>, unit&agrave; di misura del Sistema Internazionale (<em>SI</em>), a sua volta pari al <em>Joule</em> (<em>J</em>, grandezza espressione del<em> lavoro</em>) al <em>secondo</em> (<em>s</em>). </span></span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">Altre volte invece, la potenza viene invece misurata in <em>Decibel</em> (dB) o <em>DBmilli</em> (dBm<em>)</em>, dove questi ultimi sono sempre decibel ma riferiti alla potenza espressa in <em>milliWatt</em>. Il decibel nasce come misura adimensionale di grandezze comparate (rapportate, quindi la grandezza risultante non ha unit&agrave; di misura), seguendo questa formula:</span></span></div>
<div style="text-align: justify">
<div style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<input type="image" alt="DB-definizione" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/DB-def(1).jpg" /></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">La qualit&agrave; intrinseca del decibel risiede nella sua operazione fondamentale, ovvero nel logaritmo base 10. Dalla matematica si conosce che il logaritmo di un rapporto diventa la differenza dei logaritmi, mentre il logaritmo di una moltiplicazione diventa la somma dei logaritmi. Le operazioni di moltiplica (guadagni, ad esempio) diventano quindi semplici somme algebriche, operazioni che vengono pi&ugrave; naturali all&rsquo;uomo e che permettono calcoli pi&ugrave; rapidi.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">Ecco alcuni esempi di corrispondenza <em>milliWatt</em> &ndash; <em>dBm</em>. </span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">Consideriamo un reader con potenza di uscita fissa a <strong>50mW</strong>. Applicando la definizione di decibel, otteniamo:</span></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<input type="image" alt="DB-ex1" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/DB-ex(1).jpg" />
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">Se invece abbiamo un reader con potenza di uscita a <strong>1500mW</strong>. Applicando la definizione di decibel, otteniamo:</span></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;<br />
<input type="image" alt="DB-ex2" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/DB-ex2(1).jpg" /></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">In entrambi i casi, come da definizione, la grandezza di riferimento &egrave; pari all&rsquo;unit&agrave; di grandezza della variabile fisica espressa ed, in questo caso, &egrave; il valore di 1mW.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></span></div>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: larger">Se avessimo a disposizione un&rsquo;antenna con un guadagno pari a 3<sub>dbm</sub>, questi si sommerebbero ai db emessi dal reader, ottenendo un sistema la cui potenza di uscita &egrave; pari a 20<sub>dbm</sub> o 35<sub>dbm</sub>.<span id="1268228019667E" style="display: none">&nbsp;</span></span></span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>


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		<title>Velocità di lettura e quantità di memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 10:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Capello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rfid-soluzioni.com/?p=634</guid>
		<description><![CDATA[&#160;
I chip RFId che seguivano gli standard ISO18000-6a e ISO18000-6b disponevano di 2 banchi di memoria. Il primo banco, di 96bit, conteneva il TID, Tag ID, identificativo unico del tag, programmato dal produttore in fase di sviluppo del silicio. Il secondo banco era invece inteso per la memoria utente (User Memory) e, con lo standard [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">I chip RFId che seguivano gli standard ISO18000-6a e ISO18000-6b disponevano di 2 banchi di memoria. Il primo banco, di 96bit, conteneva il TID, Tag ID, identificativo unico del tag, programmato dal produttore in fase di sviluppo del silicio. Il secondo banco era invece inteso per la memoria utente (User Memory) e, con lo standard 6b, poteva arrivare fino a 2Kbit di memoria.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">La presenza del TID era, ed &egrave;, fondamentale: si tratta del primo codice che viene scambiato con un reader al fine di indirizzare univocamente il tag in esame (procedura di anticollisione). TID doveva essere unico al mondo e piccolo in bits.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">Nel 2002 nasce lo standard ISO18000-6c, la cui caratteristica principale risiede nell&rsquo;avere 4 banchi di memoria: TID, EPC Memory, User Memory e un banco riservato. A differenza degli standard passati, la comunicazione con un reader non si basa pi&ugrave; sul codice TID ma sul codice EPC, di libera scrittura da parte dell&rsquo;utente.</span></div>
<div>&nbsp;&nbsp;</div>
<div>
<input type="image" alt="memory-map-18000-6" src="http://www.rfid-soluzioni.com/wp-content/uploads/image/MemoryMapSmall.bmp" />&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><span><em>Figura 1: memory map per i chip che seguono lo standard 18000-6a/6b e 6c</em></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">Oggigiorno, la quantit&agrave; di memoria disponibile all&rsquo;interno di un chip RFId sta crescendo e molti costruttori si trovano di fronte alla scelta di dove allocare tale memoria: nello spazio EPC (banco 01) o nella User Memory (Banco 11)?</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">Mettere ulteriori bit nella memoria EPC pu&ograve; sembrare un controsenso in termini di velocit&agrave; di lettura dei tag e, su questa premessa, sono stati avanzati studi proprio sulle performance ottenute da chip la cui memoria oltre i 96bits &egrave; allocata nel banco 01 o 11.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">Lo studio ha evidenziato che le performance, in termini di velocit&agrave; di lettura e di numero di collisioni, crollano, di circa un 30%, quando la popolazione di tag ha un banco EPC da 240bit anzich&eacute; da 96bits. Questa performance crolla pi&ugrave; sensibilmente quando la popolazione di tag &egrave; mista, ovvero presenta tag da 96bits e tag da 240bits contemporaneamente.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">Per garantirsi un alto read rate &egrave; quindi importante utilizzare popolazioni con UII brevi.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: larger">La lettura di aree di memoria user segue sempre il processo di inventory: questo implica che applicazioni che usano tale banco di memoria sono sempre penalizzate in termini di velocit&agrave; di esecuzione. Un altro risultato emerso da tale studio e che per queste applicazioni, leggere il banco 01 oppure leggere il banco11 non ha effetto sulla velocit&agrave; di esecuzione.</span></div>


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