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Ogni chip è unico al mondo per i futuri RFId

Lo standard ISO15693 prevede che ad ogni chip RFId sia associato un numero univoco al mondo. Questo identificativo univoco (UID) viene programmato direttamente dal costruttore del chip RFId, in base ad un principio di codici e numerazione stabiliti dallo standard.

Una domanda può sorgere spontanea: possono esistere due UID identici?
La risposta è si, ma deve derivare da un errore durate la fase di programmazione del silicio stesso.
Verayo, una azienda americana con sede a San Josè, California, sta studiando un progetto denominato PUF (Physical Unclonable Function) molto ambizioso per rendere unico ogni singolo die di silicio.
Il progetto si basa sul fatto che non esistono due chip uguali, nemmeno quando questi derivano dal medesimo wafer di silicio. Il processo per la creazione dei microchip è infatti molto delicato e complesso ed è praticamente impossibile che due chip mostrino le medesime caratteristiche elettriche, sebbene funzionalmente siano identici. Introducendo allora all’interno della diffusione dei circuiti critici, abbastanza semplici ma sufficientemente articolati, si accentua la caratteristica di diversità di ogni singolo die.
 wafer-rfid
Figura 1: un wafer di silicio con evidenziati due dice. Ogni die è, sebbene funzionalmente uguale, diverso dal suo vicino.
Stimolando con una sequenza particolare il circuito critico, ogni chip risponde con una sequenza caratteristica. A questo punto il gioco è fatto: registrando in un database la sequenza di stimolo e la relativa risposta unica, il chip è completamente caratterizzato ed identificato. Impossibile copiare tale struttura: la sequenza di risposta è unica ed impredicibile (si presuppone che il database sia secretato e non reso pubblico e che le sequenze di stimolo siano usate solo una volta per ogni chip).
 path-mux
Figura 2: la struttura critica è un circuito ripetuto a più stadi. La sequenza di test viene generata in ingresso, la risposta viene raccolta dall’uscita e dipende fortemente dal percorso dello stimolo all’interno della struttura.
Conclusione
Qualsiasi sforzo atto ad aumentare la sicurezza dei sistemi RFId è sempre ben accetto. In questo caso si aumenta la caratteristica di univocità del chip, rafforzando l’uso della tecnologia per l’identificazione e la non contraffazione.

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